Venchi Unica

C’era una volta la Venchi Unica… Sergio Donna, Luigia Casati e Giovanna Sorrentino sono gli autori del libro “Una storia di cioccolato… c’era una volta la Venchi Unica”. Dal libro, Beppe Novajra ha tratto ispirazione per comporre il suo album “Cioccolato e caramelle”.
Qui potete vederne un assaggio.

La Venchi Unica è negli anni Venti e Trenta una delle più importanti fabbriche dolciarie torinesi. Nata dalla fusione dell’Unica con la Venchi, ha sede nel complesso industriale costruito nel 1921 tra i corsi Francia e Marche e abbandonato nel 1978, quando l’azienda fallisce.

Nel 1924 il finanziere Riccardo Gualino (1879-1964) crea la Società Anonima Unica, gruppo dolciario che riunisce le fabbriche Michele Talmone, Moriondo & Gariglio, Cioccolato Bonatti e Gallettine & Dora Biscuits. L’Unica si stabilisce nel quartiere di Pozzo Strada, dove nel 1921 viene edificato uno stabilimento esteso su 100.000 metri quadrati, diretto dal biellese Rino Colombino. Vi lavorano 1.500 operai e 300 impiegati, con una produzione giornaliera di 40.000 kg di cioccolato, 15.000 kg di cacao, 20.000 kg di caramelle e confetti e 25.000 kg di biscotti. Per rendere il consumo di massa e popolare, l’Unica si appoggia a una fitta rete distributiva di negozi sparsi su tutta la penisola e investe molte risorse nella pubblicità, chiamando artisti famosi a realizzare manifesti e campagne promozionali.
Il tramonto delle attività di Gualino segna nel 1934 la cessione dell’Unica alla Venchi, guidata da Gerardo Gobbi, e la nascita della Venchi Unica, Società Anonima Prodotti Dolciari e Affini. Lo stabilimento, che occuperà 3.000 dipendenti prevalentemente donne, è modernizzato per lanciare sul mercato nuove lavorazioni, come la nougatine. Durante la guerra, i lavoratori partecipano a molte proteste: lo sciopero generale del marzo 1944 blocca la produzione; un grande comizio davanti ai cancelli della fabbrica il 18 aprile 1945; nell’insurrezione del 25 aprile l’azienda, presidiata dai propri operai, è teatro di una violenta sparatoria contro una divisione tedesca. Nel dopoguerra la produzione riprende con successo, con l’introduzione di nuovi macchinari per la lavorazione del cioccolato, che rappresenta il 70% del giro d’affari. Sarà interrotta solo negli anni Settanta, con il tracollo dell’azienda entrata nell’universo finanziario di Michele Sindona (1914-1986). Lo stabilimento è abbandonato nel 1978.

L’area, di 100 mila metri quadri, fu acquisita dal Comune e rimase per vent’anni un rudere spettrale. Poi nel 1995 l’avvio della costruzione di un nuovo quartiere che, con gli anni, vedrà la costruzione di diversi condomini, un’area verde, un asilo e il parcheggio.
Nel 2008 si avvia la ristrutturazione della palazzina degli ex-uffici.

L’intervento di ristrutturazione della palazzina uffici ha avuto, oltre al chiaro intento del restauro dell’edificio storico ed alla collocazione delle attività definite dalla città, anche l’obiettivo del recupero del valore sociale che lo stabilimento possedeva sul territorio torinese ed i particolare nel quartiere.
Le nuove destinazioni d’uso contribuiscono alla creazione di luoghi destinati ad attività di interesse collettivo, ai servizi sociali e circoscrizionali e arricchiscono l’edificio di un forte valore sociale e di solidarietà.
Il restauro ed il recupero dell’ex palazzina uffici dell’insediamento industriale scomparso, oltre che come testimone del passato, ha avuto la finalità primaria di far rivivere l’edificio in modo che possa testimoniare se stesso e funzionare per i cittadini.
L’indagine storica della palazzina ha fatto emergere anche il forte carattere sociale che l’insediamento industriale possedeva sul territorio. Questa caratteristica ha una valenza da salvaguardare analoga ai pregi architettonici che l’edificio possedeva. Il progetto è stato sostenuto costantemente anche dalla volontà di recuperare il valore architettonico, ma anche culturale e sociale del monumento che si voleva salvaguardare.

La palazzina possiede molteplici destinazioni che la rendono sicuramente luogo vivo anche per le attività polivalenti che si possono organizzare aperti a tutto il territorio a beneficio della collettività.
Vi ha sede l’Anagrafe, spostata definitivamente da via Monte Ortigara. Nei locali di nuova edificazione trovano spazio dei nuovi servizi residenziali per persone disabili intellettive, che si caratterizzano per una organizzazione di tipo familiare. Nella struttura originaria, verso piazza Massaua, gli spazi per il nuovo Centro socio-terapeutico, per servizi di base e centro diurno dei servizi socio-assistenziali e per laboratori. Sul retro del complesso ristrutturato, caratterizzato da una sinuosa passerella coperta, è sito un giardino, mentre – sopra la palazzina è allestita una struttura ospitante spazi variamente utilizzabili che sono gestiti dalla Circoscrizione d’intesa con le diverse associazioni presenti sul territorio.

Il progetto è stato fortemente voluto dalla Circoscrizione.